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giovedì 15 settembre 2011

UN PAESE DI MERDA

ALTRO CHE "BELPAESE"...
Siamo un paese di merda dove una giustizia di merda è amministrata da pochi ma pessimi giudici di merda. Ed il fatto grave è che c’è una certa parte, e nemmeno tanto piccola, di italiani che pur di vedere Berlusconi in galera è disposta a far fallire un paese intero, loro compresi, per mano di un manipolo di magistrati fuori controllo.

E qui non si tratta di voler difendere Berlusconi ad ogni costo ma di limitarsi a constatare che se una larga parte della classe politica e dell’elettorato è disposta a delegare l’amministrazione della democrazia a qualche magistrato sciroccato in cambio di qualche poltrona temporanea in attesa che quello stesso magistrato gli si rivolti poi contro , allora possiamo pure smettere di considerarci una nazione ed un popolo.

giovedì 7 aprile 2011

IL SILENZIO ASSENSO

COMPAGNO NAPOLITANO
E’ pazzesco. Quello che sta accadendo a Milano è inconcepibile. Non tanto per il fatto che Bocassini & Co. richiedano per l’ennesima volta il rinvio a giudizio per Berlusconi, cosa cui nemmeno si fa più caso, in palese violazione di alcuni cardini dell’ordinamento giudiziario e costituzionale, ma perché di fronte a tale violazioni nessuno dica niente.

E’ vietato dalla costituzione intercettare parlamentari. Orbene, in totale sfregio al dettato costituzionale la procura dà in pasto al Corriere della Sera (che novità) delle intercettazioni che non solo non dovrebbero nemmeno esistere ma che in ogni caso non avrebbero valore in un processo.

giovedì 3 marzo 2011

FAVORIAMO?

Il tribunale di Milano è al verde. E’ notizia di alcuni giorni orsono infatti che di soldi per le intercettazioni non ce ne sono più. Per Ilda Bocassini & co. non sarà infatti possibile ascoltare le chiacchiere di criminali, spacciatori, delinquenti più o meno organizzati.

No, a Milano il denaro pubblico è stato investito per cercare di ascoltare veri o presunti mugolii, sospiri e rantoli nell’alcova del Primo Ministro Italiano alla ricerca di un orrendo reato: “scopare”.
Non c’è nulla da ridere, nell’Italia contemporanea finto-perbenista-cattocomunista, il libertinaggio è un comportamento opinabile che merita le attenzioni della Procura.

mercoledì 19 gennaio 2011

GLI EVERSORI

Potevano scegliere fra il disonore e la guerra. Hanno scelto il disonore e avranno la guerra.
Winston Churchill

Credo che questa celebre frase del primo ministro britannico ben si addica al solito comportamento vigliacco ed ipocrita della sinistra italiana in merito alle vicende che stanno nuovamente sconvolgendo la vita politica e non solo del Paese.

Siamo di fronte ad un atto eversivo da parte della magistratura italiana, un attacco al cuore della democrazia di questo paese e la sinistra, invece di assumersi le responsabilità del caso, a difesa non certo di Berlusconi, ma delle istituzioni del paese, della libertà e della democrazia, chiede al Governo di chiarirsi con i giudici. In parole povere la sinistra sta avallando il tentativo di omicidio della Bocassini e chiede a Berlusconi di farsi ammazzare.

martedì 18 gennaio 2011

ASSASSINIO ALLO STATO DI DIRITTO


Più passano le ore e più, personalmente, cresce l’indignazione. Anzi no, essere indignati non rende. Sono incazzato come una bestia, roba da scendere in piazza col forcone ed assaltare il palazzo.

E’ notizia di qualche giorno fa che è stato scarcerato per decorrenza dei termini un boss mafioso condannato a 24 anni. I giudici, poveracci, in QUATTRO ANNI E MEZZO (!!!!) non hanno trovato il tempo di depositare la sentenza.
Un criminale vero, uno spacciatore, un assassino, grazie a questa giustizia strabica da un occhio e più acuta di un’aquila quando vuole dall’altro, è a piede libero.

domenica 16 gennaio 2011

ILDA BOCABOMBA

LOMBROSIANAMENTE ILDA
Provate a cercare delle foto di Ilda Bocassini su Google, scoprirete che non ne esiste una in cui sorride, al massimo sogghigna. Guardare per credere http://bit.ly/f7v5EA

Sapete quanti sono i giudici in Italia? Ve lo dico io, circa 9.000. Grigi impiegati pubblici che sbarcano il lunario amministrando, generalmente con lentezza e mediocrità, la GIUSTIZIA ITALIANA, una delle più onerose per il contribuente e più inefficienti d’Europa per lo sventurato che sia chiamato ad invocarla.