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mercoledì 14 marzo 2012

I PROCURATORI DELLO STATO LIBERO DI BANANAS

Quanto ci sono costate le follie di un manipolo di giudici politicizzati in questi ultimi 20 anni di storia nazionale in termini di credibilità, in punti di spread, in stabilità politica, in crescita del paese?
E chi ne ha pagato e ne sta ancora pagando le conseguenze? Quei magistrati non di certo, sono ancora beati al loro posto e si permettono addirittura di sbertucciare la Cassazione che con quasi un ventennio di ritardo ha certificato quello che solo i ciechi ed i sordi non volevano né vedere né ascoltare: e cioè che l’Italia non è una democrazia compiuta ma un paese sui generis dove un parlamento eletto a suffragio universale è nei fatti eterodiretto da un manipolo di eversori togati e sciroccati che decidono, gestendo e pilotando inchieste ad hoc, le sorti di un’intera nazione.

venerdì 7 ottobre 2011

BONGIORNO ITALIA!

La politica è stata nelle ultime ore attraversata da una notizia sconvolgente: Giulia Bongiorno si è dimessa da relatore del ddl sulle intercettazioni. Roba da togliere il sonno ad un narcolettico…

Di primo acchitto un bel ecchissenefrega sarebbe obbligatorio d’ufficio. E la finirei pure qui se non fosse che l’avvocato delle star, nel rilasciare le solite esternazioni acidule e grondanti sarcasmo nei confronti di Berlusconi e dei suoi sodali all’ormai sempre più illeggibile Corriere della Sera, ultimo avamposto dell’antiberlusconismo militante, si è lasciata sfuggire la seguente fantastica dichiarazione:

mercoledì 28 settembre 2011

NON POTEVA NON SAPERE

Ogni giorno che passa credo che gli elettori del PdL abbiano un motivo in più per essere delusi da questa maggioranza: la riforma della giustizia, punto cardine del programma di questo governo è tuttora una chimera ed in compenso la magistratura italiana non perde un minuto nel cercare di ridicolizzarsi e di sputtanare questo paese.

No, il Financial Times e Le Monde non scriveranno certamente che la giustizia in Italia non funziona, che i processi durano un’eternità, che la lotta al crimine è un passatampo secondario, che le carceri italiane straboccano, che i magistrati nostrani sono mediamente dei fancazzisti cronici e strapagati. No. L’intellighenzia d’oltralpe si occuperà di un redivivo teorema caro a certa magistraglia italiana che viene rubricato sotto il nome del “NON POTEVA NON SAPERE”.

martedì 20 settembre 2011

LA VERSIONE DI SILVIO

Viaggio molto all’estero per lavoro e, specialmente in questi giorni, è difficile spiegare, giustificare, provare a fare capire ad amici e colleghi cosa succede in Italia. E’ difficile far capire come il Belpaese sia una nazione a democrazia limitata, dove i governi, di qualunque colore e segno poco possono di fronte al potere reale di lobby, corporazioni, sindacati, magistratura e via discorrendo.

Gli Italiani ci provano ogni tanto a votare, turandosi il naso nella consapevolezza che servirà a poco. Destra o Sinistra, bianchi o neri, Franza o Spagna purché se magna. L’Italia è così, camaleontica, bizantina, paradossale, surreale dove tutto apparentemente cambia ma dove nei fatti tutto resta uguale. E’ una palude viscosa dove muoversi e districarsi è impossibile, dove si chiacchiera di ponti sullo stretto da 50 anni e dove si va e si continuerà ad andare per sempre in traghetto.

giovedì 15 settembre 2011

UN PAESE DI MERDA

ALTRO CHE "BELPAESE"...
Siamo un paese di merda dove una giustizia di merda è amministrata da pochi ma pessimi giudici di merda. Ed il fatto grave è che c’è una certa parte, e nemmeno tanto piccola, di italiani che pur di vedere Berlusconi in galera è disposta a far fallire un paese intero, loro compresi, per mano di un manipolo di magistrati fuori controllo.

E qui non si tratta di voler difendere Berlusconi ad ogni costo ma di limitarsi a constatare che se una larga parte della classe politica e dell’elettorato è disposta a delegare l’amministrazione della democrazia a qualche magistrato sciroccato in cambio di qualche poltrona temporanea in attesa che quello stesso magistrato gli si rivolti poi contro , allora possiamo pure smettere di considerarci una nazione ed un popolo.

giovedì 3 marzo 2011

FAVORIAMO?

Il tribunale di Milano è al verde. E’ notizia di alcuni giorni orsono infatti che di soldi per le intercettazioni non ce ne sono più. Per Ilda Bocassini & co. non sarà infatti possibile ascoltare le chiacchiere di criminali, spacciatori, delinquenti più o meno organizzati.

No, a Milano il denaro pubblico è stato investito per cercare di ascoltare veri o presunti mugolii, sospiri e rantoli nell’alcova del Primo Ministro Italiano alla ricerca di un orrendo reato: “scopare”.
Non c’è nulla da ridere, nell’Italia contemporanea finto-perbenista-cattocomunista, il libertinaggio è un comportamento opinabile che merita le attenzioni della Procura.

giovedì 17 febbraio 2011

À LA GUERRE COMME À LA GUERRE

Vogliono la guerra? E guerra sia, signori. Basta galatei costituzionali, basta dichiarazioni abbottonate, al diavolo la diplomazia. In guerra ci si sporca, ci si fa male, ci si ammazza senza guardare in faccia a nessuno, senza tanti sensi di colpa, l’importante è portare a casa la cotenna, più o meno integra. X9DNSD64D9T7
La procura di Milano ha deciso di scatenare la guerra con armi non convenzionali? Ogni trattativa, anche grazie ad arbitri vergognosi come Fini e Napolitano è saltata? L’aggressione è in atto ed è violenta? Non esistono più margini di negoziazione? L’ultimatum è scaduto?

giovedì 10 febbraio 2011

IN NOME DEL POPOLO

IL GIUSTIZIALISMO DIVORA LA DEMOCRAZIA
Comunque vada, sarà un disastro e le macerie lasciate da questa guerra senza quartiere lanciata dalla magistratura alle istituzioni del paese ce le porteremo dietro a lungo.

Siamo al redde rationem finale, al punto di non ritorno. La richiesta di giudizio immediato richiesta nei confronti del solo imputato Berlusconi la dice lunga sulla serenità di giudizio che alberga alla procura di Milano.

martedì 18 gennaio 2011

ASSASSINIO ALLO STATO DI DIRITTO


Più passano le ore e più, personalmente, cresce l’indignazione. Anzi no, essere indignati non rende. Sono incazzato come una bestia, roba da scendere in piazza col forcone ed assaltare il palazzo.

E’ notizia di qualche giorno fa che è stato scarcerato per decorrenza dei termini un boss mafioso condannato a 24 anni. I giudici, poveracci, in QUATTRO ANNI E MEZZO (!!!!) non hanno trovato il tempo di depositare la sentenza.
Un criminale vero, uno spacciatore, un assassino, grazie a questa giustizia strabica da un occhio e più acuta di un’aquila quando vuole dall’altro, è a piede libero.