giovedì 6 gennaio 2011

PIU BELLA CHE INTELLIGENTE RELOADED


E COME FAI A DIRGLI DI NO...
Il mondo è donna... Porco mondo... (Dario Cassini)

Cioè, non se ne puo più... Ma è possibile che noi uomini, bianchi o neri, ricchi o poveri alla fine andiamo a sbattere sempre li? Eva, Elena di Troia, Noemi, Elisabetta, Patrizia e ora pure Carlà. Quando c’è di mezzo quella, quello perde il lume della ragione.


C: “Nicolinò, je te preg... Le Monsieur Battistì è buonò com le pain... uì, uì...
N: “Mon amour, ma dop chi glielo dic ai cousen, Silviò è un ami a muà...
C: “Che volgavità questi terun italien, mon amour... Dai vetta a muà mon tvesor que apres je te facc quel regalò que te piacc beacoup beaucoup... Tant dop smentiscò tiuttò.
N: Oh Carlà... Ohhhhhhh Carlààà, Ohhhhhhhhhh..... Prenot un vol Air France pour le monsieur.... povc piutèn les italiens dop quel che ha fat Materazzì... a morì mazzatì. eccheccazz!



La principessa sul pisello Carla Gilberta Bruni Tedeschi nacque 43 anni ed innumerevoli interventi di chirurgia plastica fa in quel di Torino, nella casa di un ricchissimo industriale della gomma.
Ricca, viziata, bella da morire a 19 anni capisce che studiare è tempo perso, che di lavorare non è proprio il caso e comincia cosi a sfilare sulle passerelle di mezzo mondo (una faticaccia sui quei tacchi alti alti, concorderete...). Una vita complicata la sua. Del resto azzeccare il foulard che non stoni con il martini dry al party di Mick Jagger o le scarpe che ben si sposano con un quadro di Warhol toglierebbe il sonno ad un gran numero di casalinghe nostrane...

C’è da capirla poverina, con una vita fatta di simili privazioni, con quei fidanzati da catena di montaggio che cambiava con al frequenza dei suoi collant Chanel, con quei cachet milionari incassati per farsi fotografare su Vogue, i voli in first class, la vacanze a Saint Barthes, tra una coppa di Dom Perignon d’annata, un ruttino elegantissimo ed una tartina di Beluga, si finisce inesorabilmente per avere simpatie di sinistra, per sposare la causa dei poveri e degli oppressi contro i padroni ed i fascisti, per prendere le difese anche di un pluriomicida proletario che proprio non ne vuol sapere di pagare il conto aperto con la giustizia ne di chiedere scusa alle vittime della sua scelleratezza.

Non sia mai per l’enfant gaté, che un simil personaggio venga estradato nell’antidemocratica e medievale Italia e nelle mani del rais Berlusconi. Ci ha pensato lei a fare due chiacchiere con Lula che, inebriato anche lui dai feromoni della femmina, è cosi capitolato.
Cosi ha almeno affermato Bruno Berardi, il presidente dell’Associazione Vittime del Terrorismo e della Mafia. Per carità è la sua parola contro quella della silfide sarkozina. Quella cioé di un uomo il cui padre è stato ammazzato dai terroristi, contro quella di una fanciulla che frequenta certa intellighenzia alla falce e martello d’oltralpe. Tra i due non ho dubbi nel credere alla versione ruspante del vero italiano Berardi.

Ho sempre trovato la Bruni una persona indigesta, un encefalogramma piatto travestito da primina della classe, con quella voce falsa e suadente che dispensava banalità radical chic ricevendo l’approvazione della nostra patetica intellighenzia di sinistra manco fosse Berlinguer. Persino le sue insopportabili canzoncine al valium si trasformavano in capolavori da queste parti. Noblesse oblige, evidentemente.

Ho concordato con la diva dell’Eliseo una sola volta: quando Carlà ha affermato di essere felice di non essere più italiana. Che liberazione!

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