mercoledì 27 ottobre 2010

FINI IN THE SKY WITH DIAMONDS


Vorrei tanto potermi svegliare una mattina ed avere la sensazione di vivere in un paese normale, dove il rispetto della costituzione e delle istituzioni viene considerato la regola e non l’eccezione, dove il dibattito politico si svolge all’interno del recinto della correttezza e della reciproca legittimazione.
In Italia ciò non avviene più dai tempi di Cicerone, i secoli passano ma Guelfi e Ghibellini se le danno ancora di santa ragione, senza esclusione di colpi e senza alcuna apparente intenzione di crescere un po’, di maturare, di porre fine a questa subdola e violenta guerra civile, a questo clima di odio e disprezzo che ammorba da troppo, tanto tempo la vita di questo Paese.

Di guitti e saltimbanchi ne abbiamo sopportati tanti in questi anni ma mai avrei immaginato, almeno sino a poco tempo fa, che il Presidente Fini fosse il fuoriclasse indiscusso di questa squinternata banda di personaggi imbarazzanti.

Credo che l’uomo sia ormai più un caso umano che politico. Non so se giudicare le sue esternazioni o i suoi silenzi più con i connotati della schizofrenia piuttosto che della paranoia. Ormai Fini, l’utile idiota, può permettersi di dire e fare quel che vuole: può mentire sul caso Montecarlo sapendo che la farà franca, può utilizzare la Presidenza della Camera come sua dependance personale nella consapevolezza che larga parte delle istituzioni (Presidenza della Repubblica, Ordine Giudiziario ed opposizione) lo asseconderà in un compiaciuto silenzio, può contraddire la sua storia ed i suoi ideali ed incassare il laido applauso di chi lo avrebbe appeso a testa in giu sino a poco tempo fa, può farsi gioco degli elettori confidando nel fatto che le elezioni in questo paese non sono mai viste di buon occhio dal Komsomol capitolino.

L’ultima esibizione circense dell’ei fu camerata riguarda il Lodo Alfano e la sua non reiterabilità. Cosi ha chiosato il presidente super partes minacciando manco un po’ velatamente la crisi di governo:
“la legge, piaccia no, è uguale per tutti (…) noi vogliamo tutelare la funzione del presidente del Consiglio e non la persona.”

Stucchevole. Non trovo altri aggettivi per definire l’ultimo volo psicadelico del nostro, ahimé, Presidente della Camera.

In parole semplici la Compagnia del Bocchino tresca, ma guarda un po’, per far fuori il Cavaliere. Niente leggi ad personam (pro Berlusconi) tuona il futurista ma casomai contra cavalierem che in caso di rielezione non potrebbe giovarsi del provvedimento. Che poi tale ragionamento sia contrario a logica e buonsenso (o si tutela la funzione e quindi la figura delle cariche protette dalla legge indipendentemente da chi le ricopra e per quanto tempo le ricopra oppure questa legge è nei fatti ad personam) non conta più, Fini è ormai partito per la tangente, non lo ferma piu nessuno.

E quel che piu disorienta di questa pochade non è tanto l’atteggiamento di un uomo in crisi di terza età che ha perso il lume della ragione ma l’assenza compiaciuta di chi dovrebbe porre un freno alla lucida follia dell’uomo di destra più a sinistra di Bertinotti. Se uno non vivesse in Italia e non fosse abituato agli sproloqui di una classe politica da terzo mondo, potrebbe pensare che a Montecitorio non giri solo la coca, ma che questo signore sia il fratello di Syd Barrett.

Caro Presidente Napolitano, ma Lei è sicuro di essere il Presidente di tutti gli italiani? Perche io a questa barzelletta non ci credo più. Lei che difende la Costituzione a spada tratta un giorno sì e l’altro pure, come può continuare a tollerare il continuo vilipendio della magna charta da parte di quest’uomo che usa i suoi buoni uffici per fondare il suo partito, far campagna elettorale, massacrare il governo di cui è espressione, farsi gioco della volontà popolare, senza chiederne le dimissioni?

E’ mai possibile che in questo paese, in nome dell’antiberlusconismo, sia ammissibile, anzi sia auspicabile qualunque porcata? Ma noi elettori di centrodestra, maggioranza silenziosa di questa sciagurata nazione, siamo per caso figli di un Dio minore per non meritare il Suo rispetto?

Caro Presidente Berlusconi, mi rivolgo a Lei ora. Ci riporti alle urne, ci risparmi questo strazio, questo Rocky Horror Picture Show senza fine. L’eutanasia nei confronti di questa maggioranza in coma vegetativo irreversibile non è più un opzione, è un dovere morale nei confronti di chi ancora crede nella democrazia e nelle istituzioni.

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