venerdì 1 aprile 2011

FIGLI DI NESSUNO

PROTOTIPO ITALICO DI GIOVANE
MEDIO DI BELLE SPERANZE
W I GIOVANI!!! Che belli che sono i giovani, quanto amiamo i giovani, che mondo sarebbe senza i giovani, quale futuro senza i giovani, dove andremmo senza i giovani! Quanti milioni di volte abbiamo sentito ripetere queste logorroiche litanie?
Tutte chiacchiere, slogan elettorali, dei giovani italiani a nessuno frega nulla o quasi.

Vi do alcune statistiche in merito trovate spulciando internet qua è la:

  • La disoccupazione di ragazzi tra i 15 ed i 24 anni in Italia è di circa il 30%.
  • Dopo 5 anni dalla laurea, dati del 2010, lo stipendio medio di un giovane italiano è di circa 1.328 euro al mese.
  • Circa la metà dei laureati nel nostro paese lavora in condizioni di precarietà.
  • La quota dei ragazzi tra i 18 e i 34 anni non sposati che continua a vivere con la famiglia d’origine è passata dal 49 per cento del 1983 a più del 60 per cento nel 2000, stabilizzandosi nel 2009 a circa il 59 per cento.

Mi fermo qui con i numeri, già questi bastano ed avanzano a descrivere in quale condizione disperata versa questo paese.

Mi è scappato di scrivere questo articolo dopo averne letto un altro di Tony Damascelli alcuni giorni fa sul Giornale. Titolo: Lapo torna alla riscossa? Ora è più vicino alla Fiat: la Ferrari nel suo futuro. Articolo profondamente nauseante da un lato ma estremamente e tristemente istruttivo dall’altro. Vi invito a leggerlo, nella vita non si finisce mai di imparare.

Un Damascelli in adorazione agnellesca, ci propina un articolo/marchetta indigeribile rendendoci partecipi del fatto che il figliol prodigo, abbandonati temporaneamente i festini ed accompagnato non più da Donato Brocco, per gli amici Patrizia ma dalla sofisticatissima Bianca Brandolini d'Adda, figlia del conte di Valmareno Rodrigo Tiberto Brandolini d'Adda (noblesse oblige) “possa essere destinato ad assumere il ruolo principale della casa più affascinante del mondo automobilistico internazionale” la Ferrari appunto.

Lapo_un_nome_ un_programma_Elkann è un figlio di papà, anzi IL FIGLIO DI PAPA’ per antonomasia. Miliardi, nemmeno milioni, di euro in tasca, una vita a quindici stelle passate a bighellonare tra Saint Tropez, Manhattan e Torino. Top model, attrici, travestiti, champagne e droga. La figura ideale per guidare una grande azienda come la casa del cavallino, un esempio, un modello per tutti quei giovani figli di nessuno che s’impegnano, che si spaccano la schiena ogni giorno tra mille sacrifici nella triste consapevolezza di esser buoni al massimo come campione statistico per l’ISTAT.

Lapo è chiaramente un esempio eclatante ma tutt’altro che isolato. Avete mai visitato il sito di Confindustra Giovani? Più che un’organo di rappresentanza è un club esclusivo, un’accolita di figli di papà anch’esso. Provate a scorrere l’organigramma e a leggere i curricula di questi baldi giovani di belle speranze e vedrete che trattasi di amministratori delegati di aziende familiari, messi li da papà non per manifesta superiorità ma per semplice diritto di discendenza. Gente che non ha dovuto mai lottare per nulla o quasi nella vita, nei confronti dei quali il processo di selezione naturale si è arrestato nel momento in cui sono venuti al mondo.

L’imprenditorialità giovanile in italia non esiste è una chimera, dovrebbero rinomianare l’associazione in “giovani figli degli imprenditori”. Mark Zuckerberg o Steve Jobs in questo paese saldamente in mano a capitalismo familiare, caste e corporazioni verrebbero soffocati nella culla prima di poter emettere il primo vagito, sarebbero considerati pericolosi.

Io Damascelli lo ringrazio. Nel suo imbarazzante servilismo mi ha indirettamente riconfermato per l’ennesima volta che in questo paese non c’è spazio per la meritocrazia ma che quelli che vanno avanti sono i soliti figli di papà, i raccomandati ed i paraculi. E mi ha dimostrato una volta in piu che l’Italia, soffocata da gerontocrazia, familismo e mediocrità, incapace di rigenerarsi e di rinnovarsi, non ha futuro. Inutile continuare ad illudersi, Lapo si nasce, non si diventa.

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